Nome scientifico: Cyclamen persicum

Famiglia: Primulaceae

Origine geografica: Bacino del Mediterraneo (Egeo), Golfo Persico (Iran)

Descrizione: pianta erbacea perenne, tuberosa, provvista di una rosetta di foglie basali finemente “disegnate”. La pagina superiore delle foglie e verde scuro con maculature e spruzzature di verde più chiaro , bianco e grigio, quella inferiore generalmente è verde chiario, in alcune cultivar è porpora. Dalla rosetta partono gli steli fiorali lunghi 10-15 cm. I fiori dalla corolla zigomorfa hanno una lunga durata e sono di vari colori (dal bianco, al rosa, al rosso e varie sfumature intermedie)

Fioritura: avviene tra settembre e marzo. Le nuove cultivar in commercio hanno periodi di fioritura variabili, anticipati o ritardati dai produttori. A volte il fiore può essere profumato, soprattutto nelle cultivar a fiore piccolo.

Coltivazione in vaso: sono piante da esterno, anche se l’origine ci indica la difficoltà a superare gli inverni particolarmente freddi e con gelate prolungate.

L’esposizione ideale nel periodo invernale è quella a sud o comunque una posizione soleggiata, dalla primavera e durante l’estate è ideale invece un’esposizione nord o comunque poche ore di sole diretto, mai nelle ore più calde. La temperatura non deve mai andare sottozero se no fusti e foglie (molto acquosi) gelano e si afflosciano. E’ bene dunque provvedere a una protezione invernale, soprattutto se il balcone è esposto a corrwenti di aria fredda e gelate.
Il ciclamino si adatta a un terriccio universale, l’ideale però sarebbe un terriccio più leggero (aggiungere perlite o vermiculite o argilla espansa). Prestare attenzione al drenaggio, infatti il ciclamino non sopporta il terriccio eccessivamente umido (tubero e radici possono arrivare a marcire). La concimazione è necessaria soprattutto nel periodo estivo -autunnale quando il ciclamino riprende vita dal tubero. Durante la fioritura è sufficiente un concime bilanciato da dosare a seconda delle dimensioni del vaso e del tipo di terriccio.

L’innaffiatura deve essere costante, ridotta nel periodo invernale, e l’acqua preferibilemtne somministrata dal sottovaso per non danneggiare il tubero e i germogli. L’acqua in eccesso è sempre da togliere. Al termine del ciclo vegetativo (verso maggio) le innaffiature vanno interrotte fino a che il tubero non riprende vita con le prime foglie (verso agosto)

Le malattie più frwquenti del ciclamino sono dovute a una cattiva gestione del vaso. L’eccessiva umidità e l’innaffiatura abbondante crea un ambiente adatto alla crescita di funghi (Botrytis su tutti), che fanno marcire ogni parte della pianta con più o meno aggressività.

Cure specifiche: durante la fioritura è importante eliminare i gambi sfioriti e le foglie marce o danneggiate alla base del tubero. Nel caso si presentino marciumi circoscritti sul tubero è bene eliminare per intero la parte danneggiata.

I nostri consigli per far rifiorire il ciclamino : il ciclamino per rifiorire necessita di un periodi di riposo durante l’estate. Questo lo si può fare diminuendo le innaffiature a paritre dal mese di giugno fino a interromperle totalmente per circa 1 mese. Da fine agosto, primi di settembre si riprendono le innaffiature abbinate a una buona concimazione, mirata a stimolare la nuova fioritura che riprendera verso novembre o, talvolta, anche dopo l’inverno.