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Iris botanici e nuove cultivar, iris bulbosi e rizomatosi, iris barbati e non barbati. La pianta dell'Iris oltre ad avere secoli di storia regala oggi numerose specie per il giardino e per il balcone con interessanti caratteristiche, talvolta innovative quali la rifiorenza e la variegatura. Il lungo percorso che ci porta a parlare degli iris, genere presente allo stato spontaneo in tutti i continenti, ha inizio dalla sua storia che tocca aspetti simbolici, artistici, medicinali e ornamentali. Quindi per conoscere bene le specie occorre fare una chiara analisi botanica. Infine sono presentati gli aspetti specifici di coltivazione. L'iris come simbolo: nell'antico Egitto l'Iris, presente allo stato spontaneo come Iris orientalis, è associato al Dio Horus, simbolo del potere divino. Lo si trova rappresentato sui muri di alcuni templi e nei decori dei palazzi accanto al papiro e al fior di loto. Nella mitologia greca l'iris e i suoi colori cangianti divennero il simbolo dell'arcobaleno e dunque del legame tra il mondo degli dei e quello degli uomini. Iris, figlia di un titato e una ninfa, è la messaggera di Zeus e Era ed è rappresentata come una dea alata, vestita di un velo leggero ornato dai colori dell'arcobaleno. Nel regno arabo era usanza piantare ciuffi di Iris in prossimità delle tombe dei guerrirei morti in battaglia e ancora oggi nei cimiteri musulmani dell'Himalaya persiste questa tradizione.
L'iris nel passato (usi e proprietà): l'iris fu usato molto presto dagli uomini per usi artigianali. Gli Egizi estrassero un olio aromatico usato in occasione di riti religiosi; nel suo trattato di medicina Dioscoride lo prescrive per curare le ulcere, la tosse e la febbre, in epoca romana sono attribuite all'iris anche altre proprietà medicinali tra cui combattere il rossore della pelle e ringiovanirla o per favorire il sonno. Plinio descrive 41 rimedi ottenuti con l'iris. Nel Medioevo, Carlo Magno nomina l'iris insieme ad altre 87 piante da coltivare nel suo regno, gli sono riconosciute infatti proprietà espettoranti e purgative.
L'iris nel giardino: solo dal Rinascimento l'Iris si affaccia nei giardini coltivato come pianta ornamentale, Sarà poi il XIX secolo a portare questa pianta in tutti i giardini del mondo grazie alla creazione di migliaia di varietà dai colori e dalle caratteristiche più particolari. Oggi oltre a queste nuove varietà stanno tornando in voga anche specie botaniche di Iris, originarie delle zone nordamericane e asiatiche, che permettono un'ampa scelta di piante per aiuole, vasi, bordure, prati. Iris e botanica: è conveniente suddividere gli iris in funzione di alcune caratteristiche che ne determinano il facile riconoscimento e anche la coltivazione. Dividiamo iris bulbosi da iris rizomatosi e iris a fiore barbato da iris non barbati.
Coltivazione: Messa a dimora: i rizomi di Iris vanno solo adagiati sul terreno e leggermente affossati, la part superiore dapprima ricoperta da un velo di terra dovrà poi rimanere ben visibile. Un rizoma troppo profondo rischia di compromettere la fioritura oltre che marcire. I bulbi sono invece da interrare a una profondità pari circa al doppio della grandezza del bulbo stesso (vedi articolo sulla coltivazione dei bulbi) Periodo piantagione: i bulbi vanno interrati nel periodo autunnale, i rizomi invece si possono piantare da luglio a settembre (fino a ottobre nei climi temperati). Terreno: gli iris rizomatosi si adattano a tutti i tipi di terreno anche se preferisce quelli calcarei ben drenati. Se la terra è troppo compatta occorre aggiungere un po' di sabbia. Uniche eccezioni gli iris acquatici che crescono rigogliosi ai bordi degli stagni in fossati umidi. In vaso si può utilizzare un terriccio universale miscelato con un terriccio per piante grasse (con sabbia) Concimazione: oltre alla concimazione organica del terreno, non è necessario concimare gli iris nel corso della stagione. In vaso si possono effettuare alcune concimazioni liquide se si osserva la pianta sofferente. Irrigazione: l'iris non è una pianta da annaffiare di frequente. In genere è sufficiente l'acqua piovana. In periodi di siccità è sufficiente un'irrigazione settimanale. In vaso è possibile lasciare asciugare la terra per 3-4 giorni prima di una nuova irrigazione. Esposizione: quella migliore è in pieno sole (o almeno per 3/4 della giornata). E' bene non posizionarli in prossimità di arbusti,alberi o piante che possano ombreggiare il cespo che, in queste condizioni, produce solo fogliame e non arriva alla fioritura. Cure specifiche: gli steli dei fiori devono essere tagliati a una decina di centimetri dalla base al termine della fioritura. Le foglie possono essere tagliate durante l'estate se troppo fitteo con l'arrivo dell'autunno per sfoltire il cespo. Nel periodo invernale si può coprire il terreno con un po' di corteccia o foglie/paglia per proteggere i rizomi e la base del cespo. Moltiplicazione: il metodo migliore è la divisione dei rizomi, che si effettua in estate su piante adulte di almeno 3-4 anni. Questa operazione, peraltro, è molto utile per evitare il soffocamente del cespo che invecchiando rischia di compromettere la fioritura. I rizomi possono essere tolti dal terreno e divisi in tanti pezzi quanti sono "gli occhi" da cui nasceranno le nuove foglie. Le vecchie foglie vanno tagliate a circa metà della loro altezza e i rizomi interrati nuovamente. |
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La pianta di rose
più grande conosciuta finora è della qualità "Lady Banksia".
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