Nome scientifico: Helleborus niger, Helleborus orientalis, Helleborus foetidus

Famiglia: Ranunculaceae

Origine geografica: Europa (zone boschive) per H. niger e H. foetidus, ibridi asiatici per H. orientalis

Descrizione:
Erbacee sempreverdi e rizomatose che formano dei cespi più o meno sviluppati alti tra i 20 e i 40 cm (anche di più per alcuni ibridi orientali e per H. foetidus).
Le foglie tutte radicali sono lungamente picciolate, palmate divise in 5-9 segmenti lanceolati,lucenti e con bordi seghettati; i fiori sono vistosi, uno o due per stelo e presentano 5 sepali bianco/rosati in H. niger, giallo pallido/verdi in H. foetidus e multicolore (bianco, rosa, viola, bordeaux e colori sfumati) in H. orientalis. Al termine della fioritura la maggior parte dei fiori resta ben salda sulla pianta assumendo una colorazione verdognola e portando una gran quantità di frutti e semi.

Curiosità: nonostante i fiori bianco candidi l’helleborus niger ha questo nome in quanto le radici o rizomi hanno una colorazione molto scura, quasi nera (e sono la parte più velenosa della pianta)

Fioritura:
la fioritura è invernale. In alcune cultivar può iniziare anche dal mese di dicembre; nelle specie botaniche i fiori compaiono coi primi tepori invernali da fine gennaio fino a marzo.

COLTIVAZIONE:
Gli ellebori sono piante piuttosto rustiche, da mettere a dimora preferibilmente nel periodo autunno-invernale (purchè il terreno non sia gelato).
La crescita è pressochè nulla fino alla fine dell’inverno (in quanto le energie sono spese per produrre fiori e frutti), dalla primavera all’estate vengono prodotte le nuove foglie e il cespo della pianta si ingrandisce quasi fino a raddoppiare.

Esposizione: molti ellebori tollerano sia il sole che l’ombra, ciò che apprezzano di più sono le posizioni di mezz’ombra o perlomeno con una protezione dal sole cocente sotto le fronde di alberi o arbusti decidui.

Temperatura: l’elleboro patisce soprattutto il forte calore estivo che può bruciare le foglie e inibire la formazione delle gemme a fiore. Non teme il freddo invernale anche se gli ibridi orientali sono un po’ più delicati, in particolare durante la fioritura.

Terreno e concimazione: il terreno deve essere fertile e drenante; è importante evitare il ristagno idrico che causa danni irreversibili alle radici rizomatose e dunque alla pianta
N.B. le radici degli ellebori si sviluppano in profondita, dunque necessitano di uno spazio adeguato ( a maggior ragione se coltivati in vaso)
La concimazione organica è fondamentale sia al momento dell’impianto sia nelle fasi di crescita attiva e dunque nel periodo estivo.

Innaffiatura: le irrigazioni devono essere frequenti e regolari durante l’estate o i periodi siccitosi, dall’autunno fino alla fine dell’inverno vanno diradate o addirittura sospese.

Malattie: gli ellebori sono piante resistenti alle malattie e patiscono perlopiù le condizioni ambientali inadatte, che possono portare alla formazione di macchie fungine nere e alla comparsa di Botrytis. La cura, in questi casi, consiste nell’eliminare le foglie malate e irrorare con fungicida tipo verderame.

Moltiplicazione: gli ellebori possono essere riprodotti tramite divisione dei rizomi, da effettuare in autunno/inverno, o tramite semina, da effettuare invece nel periodo estivo, tra giugno ed agosto. Per la semina è bene utilizzare i semi raccolti dalla pianta nello stesso anno, onde evitare che entrino in uno stato di quiescenza che può durare anche qualche anno. Per sperimentare la semina, occorrerà tanta pazienza! La germinazione infatti avverrà solamente 6-8 mesi dopo, ed i primi fiori appariranno dopo 2 o 3 anni.

Moltiplicazione:
Semina: nel mese di giugno o luglio i semi sono maturi per essere raccolti. Vanno seminati freschi per avere un’alta percentuale di germinazione.

Il metodo migliore è quello di spargere i semi direttamente sul terreno accanto alla pianta che li ha prodotti e ricoprire leggermente con del terriccio sabbioso, del materiale organico fine e delle foglie sminuzzate , infine bagnare e mantenere umido con innaffiare una volta ogni tanto nei periodi caldi.

La germinazione avviene la primavera successiva e prima di poter spostare o invasare le giovani piantine è necessario attendere l’inizio dell’autunno.

La semina in vasetti o vassoi di germinazione dedicati è più complessa perchè occorre mantenere il substrato (torba e sabbia) inumidito costantemente e attendere la germinazione per oltre 8 mesi, tempo molto lungo per mantenere costanti le condizioni di temperature, luce e umidità.

Divisione del cespo: si effettua appena terminata la fioritura, nel momento in cui si formeranno le nuove radici e foglie. Questo metodo si può applicare solo su piante robuste e ben sviluppate di almeno 4-5 anni e avendo cura di lasciare una buona porzione di getti e radici per ogni nuova porzione. La fioritura avverrà già dall’anno successivo

I nostri consigli:
ricordate di rimuovere le foglie vecchie o rovinate per mantenere la pianta sana e dall’aspetto gradevole; l’elleboro mal sopporta i cambiamenti di posizione, quindi se è necessario dividere la pianta o spostarla non allontanatevi troppo dal luogo di espianto
i semi freschi hanno un’elevata capacità germinativa, per questo motivo intorno alle piante adulte non è difficile trovare centinaia di nuove piantine che potete tranquillamente trapiantare o invasare.

Composizione con altre piante:
Per avere fioriture contemporanee la scelta ricade necessariamente su piante bulbose dalla fioritura tardo invernale-primaverile come bucaneve, narcisi, crocus o anche arbusti che fioriscono sui rami nudi come forsizia, chaenomeles e calicanto.

Di seguito una selezione di Helleborus orientalis a fiore doppio e con sfumature di colore

elleboro